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2026-10-23 Redazione Arekore

Resi Online 2026: le Categorie Più Restituite in Italia

Composizione piatta con uno scatolone da reso aperto, un'etichetta di spedizione e uno smartphone con un'app di tracking, stile neutro autunnale

Ogni autunno, tra i resi degli acquisti per il cambio di stagione e le prime offerte della Black Friday Week, le etichette con la scritta “reso” tornano a circolare più del solito nei centri di smistamento italiani. Ma non tutte le categorie di prodotto tornano indietro allo stesso ritmo: alcune restano sotto il 2%, altre superano il 30% tra chi ha fatto almeno un reso nell’ultimo anno.

Questa analisi cataloga le categorie di acquisto online con il tasso di reso più alto in Italia, sintetizzando i dati ufficiali di settore, i motivi dichiarati più ricorrenti e cosa prevede la normativa quando un reso va fatto o rifiutato.

Questo articolo è offerto da Arekore, l’assistente di acquisto basato su IA: incolla il link di un prodotto e l’IA analizza in pochi minuti i pattern delle recensioni, segnalando i reclami più comuni (taglia, rumorosità, compatibilità) prima che diventino un reso.

TL;DR – il verdetto in breve

  • L’abbigliamento resta la categoria più restituita: secondo un’indagine Manhattan Associates/OpinionWay del 2026, il 54% degli italiani che hanno fatto almeno un reso nell’ultimo anno lo ha fatto per capi d’abbigliamento, seguiti da scarpe e accessori (32%) ed elettronica di consumo (31%).
  • Il tasso di reso medio italiano resta tra i più bassi d’Europa: il Netcomm Delivery Index 2025 (con Poste Italiane) misura un’incidenza media del 5,7% sulle spedizioni, contro un tasso fashion europeo che in altri mercati supera il 30%.
  • Per categoria, l’abbigliamento pesa di più anche nei dati di spedizione: 7,4% di reso secondo Netcomm, seguito da informatica ed elettronica (6,1%), salute e benessere e alimentare (5,5% entrambe).
  • Il motivo più dichiarato non è la taglia, ma “non mi piace”: secondo la Guida Resi 2026 di Yocabe e Università La Sapienza di Roma, il 27,1% dei resi con motivazione indicata rientra in questa categoria, contro il 14,7% legato a un errore di taglia.
  • La normativa non cambia in base alla categoria: il diritto di recesso di 14 giorni previsto dal Codice del Consumo si applica a quasi tutti gli acquisti a distanza, ma le spese di restituzione possono ricadere sul consumatore se il venditore lo ha comunicato prima dell’acquisto.

Metodologia di questa analisi

Questa analisi sintetizza (a) il Netcomm Delivery Index 2025, realizzato da Netcomm con Poste Italiane sui dati di spedizione gennaio-terzo trimestre 2025, (b) un’indagine Manhattan Associates/OpinionWay del 2026 sul comportamento post-acquisto dei consumatori italiani (N=1.050 intervistati, 9-18 febbraio 2026), (c) la Guida Resi 2026 di Yocabe e Università La Sapienza di Roma, basata su 4 anni di dati reali in 13 mercati europei e 27 categorie di prodotto, e (d) il testo del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), artt. 52 e seguenti, sul diritto di recesso. Non abbiamo testato personalmente i prodotti citati in tabella; il nostro valore aggiunto è l’aggregazione di questi dati di settore in una lettura pratica per categoria.

I dati sui tassi di reso si riferiscono a periodi e metodologie di rilevazione diverse tra le fonti citate (spedizioni vs. consumatori intervistati) e vanno quindi letti come ordini di grandezza comparabili, non come cifre perfettamente sovrapponibili.

Come si misura un “reso”: due approcci diversi a confronto

I dati sui resi che circolano in Italia derivano da due metodologie diverse, ed è il motivo per cui le percentuali sembrano talvolta in contraddizione tra loro.

Il primo approccio, usato dal Netcomm Delivery Index, misura la percentuale di spedizioni che generano un reso: su 100 pacchi spediti in una categoria, quanti tornano indietro. Con questo metodo l’abbigliamento è al 7,4% e l’informatica/elettronica al 6,1%, sul totale delle spedizioni della categoria.

Il secondo approccio, usato da Manhattan Associates/OpinionWay, misura quali categorie compaiono più spesso tra i resi di chi ha reso almeno un prodotto nell’ultimo anno: qui l’abbigliamento sale al 54% perché è anche la categoria più acquistata online in assoluto, quindi genera più resi in valore assoluto anche con un tasso percentuale di reso non estremo.

In pratica: il primo numero dice “quanto rischia di tornare indietro un singolo acquisto in questa categoria”, il secondo dice “quanto pesa questa categoria sul totale dei resi che vedono gli operatori logistici”.

Dettaglio per categoria

Grafico a barre: tasso di reso stimato per categoria secondo il Netcomm Delivery Index 2025, abbigliamento 7,4%, elettronica/informatica 6,1%, salute e benessere 5,5%, alimentare 5,5%

Abbigliamento e accessori

È la categoria con il tasso di reso più alto in entrambe le rilevazioni (7,4% Netcomm, 54% Manhattan Associates/OpinionWay tra chi ha reso). Il motivo principale non è quasi mai un difetto del capo: secondo la Guida Resi 2026 di Yocabe, il 14,7% dei resi con motivazione dichiarata riguarda un errore di taglia (8,1% “troppo piccolo”, 6,6% “troppo grande”), ma la causa più diffusa in assoluto resta “non mi piace” (27,1%), spesso legata alla differenza tra il colore o la vestibilità percepiti in foto e quelli reali.

Scarpe e calzature

Seconda categoria per incidenza tra chi ha reso almeno un prodotto (32%, Manhattan Associates/OpinionWay). Le taglie delle scarpe variano più tra marchi diversi rispetto all’abbigliamento, perché non esiste una conversione europea uniforme tra i sistemi di numerazione dei singoli produttori: un 42 di un marchio può corrispondere a un 41,5 o 42,5 di un altro.

Informatica ed elettronica di consumo

Seconda per tasso di reso sul totale delle spedizioni (6,1%, Netcomm) e terza per incidenza tra i resi dichiarati (31%, Manhattan Associates/OpinionWay). A differenza dell’abbigliamento, qui il problema raramente è “non mi piace”: riguarda più spesso compatibilità (un accessorio che non funziona con il proprio modello), dimensioni reali diverse da quelle immaginate (un elettrodomestico che non entra nello spazio previsto) o un difetto di funzionamento scoperto nei primi giorni d’uso.

Casa, elettrodomestici e arredo

Non compare tra le prime tre posizioni nei dati aggregati, ma segue un pattern simile all’elettronica: il reso nasce più spesso da un problema di misure (un elettrodomestico troppo ingombrante per il piano cottura o il mobile previsto) o di aspettative sulle prestazioni (rumorosità, capacità reale) che da un difetto di fabbrica.

Salute, benessere e alimentare

Le categorie con il tasso di reso più basso tra quelle misurate da Netcomm (5,5% entrambe), in parte per ragioni igieniche che limitano la possibilità stessa di reso su alcuni articoli, in parte perché sono acquisti più spesso ripetuti di prodotti già conosciuti, con meno sorprese alla consegna.

Come ridurre il rischio di reso prima di comprare

Diagramma: i 4 controlli da fare prima di comprare online per ridurre il rischio di reso, in italiano

Per le categorie a rischio più alto, alcuni controlli riducono concretamente la probabilità di dover fare un reso:

  1. Per abbigliamento e scarpe: controllare la tabella taglie specifica del venditore (non la taglia abituale), e leggere le recensioni filtrando per commenti sulla vestibilità, spesso più affidabili della sola scheda prodotto.
  2. Per elettronica ed elettrodomestici: verificare le dimensioni esatte nella scheda tecnica confrontandole con lo spazio disponibile, e controllare le recensioni più recenti per segnalazioni ricorrenti di rumorosità o difetti.
  3. Per tutte le categorie: leggere le recensioni con foto dei clienti, spesso più indicative delle immagini ufficiali del venditore su colore e dimensioni reali.
  4. In generale: un acquisto fatto con calma, confrontando più schede prodotto, riduce il rischio di un reso dettato da un’aspettativa non verificata, più che da un difetto reale del prodotto.

Esempi di categorie a rischio reso elettronica/elettrodomestici

La tabella seguente riepiloga alcuni prodotti citati come esempio delle categorie elettronica/elettrodomestici discusse, con il controllo specifico più utile da fare prima dell’acquisto per ridurre il rischio di reso.

ProdottoCategoriaControllo pre-acquisto consigliatoPrezzo indicativo
Philips Airfryer 3000 HD9252/90Elettrodomestico cucinaCapacità reale (4,1 L) vs. porzioni abituali in famigliaca. 90-130 €
Dyson V8 OriginAspirapolvere senza filiAutonomia dichiarata (fino a 40 min) vs. metratura di casaca. 300-380 €
iRobot Roomba 115 ComboRobot aspirapolvere/lavapavimentiAltezza del robot vs. spazio libero sotto mobili e divanica. 149-179 €
Amazon Echo Dot (5ª generazione)Smart speakerCompatibilità con dispositivi smart home già presenti in casaca. 35-55 €
Philips
Airfryer
HD9252
Philips Airfryer 3000 L Series HD9252/90 – Friggitrice ad aria 4,1 L
ca. 90-130 €
→ Vedi su Amazon.it
Dyson
V8
Origin
Dyson V8 Origin – Aspirapolvere senza fili, fino a 40 min di autonomia
ca. 300-380 €
→ Vedi su Amazon.it
iRobot
Roomba
115 Combo
iRobot Roomba 115 Combo – Robot aspirapolvere e lavapavimenti, LiDAR
ca. 149-179 €
→ Vedi su Amazon.it
Echo Dot
5ª Gen.
Alexa
Amazon Echo Dot (5ª generazione) – Smart speaker con Alexa
ca. 35-55 €
→ Vedi su Amazon.it

Conviene preoccuparsi del reso per questo acquisto?

Albero decisionale: conviene preoccuparsi del reso prima di un acquisto online, in base a categoria e prezzo

Per decidere quanto tempo dedicare ai controlli pre-acquisto, due variabili contano più di tutte: la categoria di prodotto e il prezzo. Per abbigliamento e scarpe sopra una certa fascia di prezzo, o per elettrodomestici ed elettronica con dimensioni critiche per lo spazio disponibile in casa, vale la pena investire qualche minuto in più a leggere tabelle taglie e recensioni recenti. Per acquisti di basso valore in categorie con tasso di reso storicamente basso (salute, benessere, prodotti già conosciuti), il controllo approfondito pesa meno sul tempo investito rispetto al rischio effettivo.

Diritto di recesso e garanzia legale: cosa prevede la legge

Indipendentemente dalla categoria, in Italia valgono le stesse tutele per tutti gli acquisti online da venditori professionali. Il Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), agli artt. 52 e seguenti, riconosce un diritto di recesso di 14 giorni di calendario dal momento della ricezione del bene, senza obbligo di motivazione. Il venditore deve rimborsare il prezzo pagato e le spese di spedizione standard entro 14 giorni dal momento in cui viene informato del recesso; le spese di restituzione del prodotto, invece, restano a carico del consumatore solo se il venditore lo ha comunicato chiaramente prima dell’acquisto, altrimenti ricadono sul venditore stesso. A questo si affianca la garanzia legale di conformità di 24 mesi, che copre i difetti del prodotto indipendentemente dal motivo del reso dichiarato.

Limiti di questa analisi

Questa è un’analisi redazionale basata su dati pubblicamente disponibili, non un’indagine originale: non abbiamo condotto rilevazioni dirette sui resi di singoli venditori amazon.it né testato personalmente i prodotti citati nella tabella di confronto. Le fonti citate usano metodologie e periodi di rilevazione diversi (spedizioni analizzate da Netcomm/Poste Italiane nel 2025, consumatori intervistati da Manhattan Associates/OpinionWay nel 2026, dati aggregati multi-mercato di Yocabe/Università La Sapienza aggiornati a giugno 2026): i numeri vanno letti come ordini di grandezza comparabili tra categorie, non come cifre interscambiabili tra fonti diverse. I prezzi indicati per i prodotti in tabella sono indicativi al momento della stesura (ottobre 2026) e vanno sempre verificati sulla pagina prodotto prima dell’acquisto.


Prima di ordinare un elettrodomestico o un accessorio elettronico che rischia di tornare indietro per un problema di dimensioni, rumorosità o compatibilità, vale la pena controllare cosa dicono davvero le recensioni recenti. Con Arekore bastano cinque minuti: incollate il link di un prodotto e l’assistente IA analizza i pattern delle recensioni, segnalando i reclami ricorrenti prima che diventino l’ennesimo pacco da rispedire.

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